Messaggio d’inizio anno

Messaggio d’inizio anno al Corpo diplomatico

Allocuzione del presidente della Confederazione Guy Parmelin, Capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR)

Berna, 13 gennaio 2021

(Fa fede la versione orale)

Eccellenze,

Gentili Signore e Signori,

il 2020 è stato un anno da dimenticare, ma che mai dimenticheremo. Tutti abbiamo imparato molto nel corso degli ultimi mesi: su noi stessi, sulle persone che ci circondano, sui nostri Paesi e sul mondo che condividiamo. La pandemia ha causato sofferenze indicibili, ha gettato nel dolore numerose famiglie e cerchie di amici e ha stravolto la vita sociale.

ð È da parecchio tempo che l’umanità intera non condivide una tale sofferenza e nel contempo la speranza di voltar pagina al più presto!

In mezzo al dolore siamo chiamati, come politici al servizio dello Stato, a gestire le prossime fasi della crisi. Insieme a molti altri Paesi anche la Svizzera si impegna in particolare per una ripartizione equa dei vaccini anti-COVID-19.

Siamo tuttavia ancora lontani dall’obiettivo.

Quando la malattia sarà meno diffusa, e speriamo succeda presto, ci ritroveremo di fronte all’enorme sfida di rilanciare l’economia mondiale e la vita sociale. Occorrerà necessariamente farlo in maniera da non provocare immediatamente la prossima crisi globale e da non ignorare la questione climatica.

La Svizzera intende contribuire a un rilancio sostenibile e che favorisca l’integrazione. Oggi abbiamo l’occasione di porre le basi per il futuro, preparando ad esempio l’abbandono delle energie fossili, come deciso dal Consiglio federale nell’agosto 2019. La Svizzera ha ribadito il suo impegno a favore della Comunità internazionale e del multilateralismo presentando recentemente candidature di peso in diverse organizzazioni internazionali.

Eccellenze,

sul piano interno nel corso degli ultimi mesi si è discusso parecchio di federalismo e di responsabilità individuale. La messa in atto di questi valori, per noi molto importanti, è stata a volte criticata nell’ambito della gestione della crisi. Alcune voci chiedevano soluzioni imposte dall’alto, poco consone al nostro sistema.

Certamente gli specialisti commenteranno ancora per decenni le misure adottate, sottolineando ciò che ha funzionato e ciò che è andato storto. Sono tuttavia convinto che è nell’interesse della Svizzera fondare il rilancio sui valori che sono stati alla base del suo successo: tra questi il federalismo, la sussidiarietà, la responsabilità individuale e la libertà imprenditoriale.

La ricerca di vaccini ha mostrato a tutti quanto gli Stati, l’economia privata e la scienza sono in grado di ottenere quando uniscono le loro forze. Anche per affrontare altre sfide urgenti, in particolare quella climatica, è necessaria una collaborazione efficace.

Se vogliamo navigare in acque più tranquille, ritengo che due condizioni siano indispensabili per tutti gli Stati:

Ø dobbiamo respingere le false informazioni, le teorie complottiste e i fanatismi di ogni genere

Ø e abbiamo bisogno di un ordine giuridico stabile.

Per quanto riguarda la prima condizione, ritengo che dobbiamo assolutamente riattivare una cultura del dialogo fondata sui fatti. Le divergenze d’opinione dovrebbero essere affrontate in modo democratico. Chi diffonde teorie complottiste e notizie false mina la democrazia. Lo stesso vale per coloro che rifiutano per principio il dibattito, come i terroristi, i fanatici e tutti coloro che promuovono la violenza, credendo che la storia sia dalla loro parte.

La seconda condizione è altrettanto importante, perché definisce le regole della nostra convivenza. Un ordinamento giuridico stabile è il risultato delle discussioni che conduciamo e ci dà la sicurezza che il quadro che oggi definiamo possa valere anche domani. È la migliore premessa che ci permette di costruire assieme la società di domani.

Eccellenze,

Max Frisch diceva che una crisi è una realtà produttiva, bisogna solo toglierle quel retrogusto di catastrofe. Affrontiamo quindi il 2021 tenendo presente questa considerazione.

È con grande onore che porgo a Voi e agli Stati che rappresentate i migliori auguri da parte del Consiglio federale e della popolazione svizzera, nonché i miei auguri personali di pace, sicurezza e prosperità.

Ultima modifica 13.01.2021

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